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venerdì 16 marzo 2012

Da popon all'Officina.

Un po' di tristezza m'assale, in un giorno in cui l'unico sito che io ritenevo decente decide di chiudere (colpa del Dio denaro, o meglio della sua cecità).

Se io sapevo di tutto ciò che accadeva nel campo della musica d'autore era per merito di www.popon.it, ottimo sito diretto ed ideato da Paola De Simone, giornalista abruzzese che ora conduce il settimanale della musica italiana su Imblu.

A questi miei amici (sconosciuti ma sempre amici) io do un arrivederci ("questo sarà l'addio ma non pensiamoci..."), dicendo che anche musicadautoredintorni diventerà orfano d'un padre.
Difatti, seppure www.pizzicata.it è tornato ma è fermo, sta di fatto che la musica d'autore ora sarà più difficile da seguire (un conto è decidere di non parlare delle cose per scelta, un conto è non parlarne per ignoranza).

Mi dovrò accontentare del web e di qualche giornale online, di qualche notizia casuale durante i tg (che comunque parlano più di arti visive che di musica...), insomma sarà il caso a farmi sapere le cose.

Consoliamoci con una chicca officiniana imperdibile.

Telerama, canale locale salentino, ha intervistato Lamberto e Cinzia (con la presenza del gruppo al completo) e i musicisti interpretano anche alcuni brani live.
Da godere!

Il video è un pochino difficile da cercare, buona pesca, buona fortuna e buonissima officinata!

domenica 4 dicembre 2011

Una bella notizia "pizzicata"

Carissimi lettori, oggi scrivo per darvi una delle notizie più belle che mi potesse capitare di dare.
Dal sito "www.radiotvsalento.net" si può accedere con estrema facilità alla prima web radio dedicata alla pizzica ed alla musica popolare salentina chiamata "radio salento pizzica station".

Laprima volta che l'ho aperta il giorno non sembrava essere dei migliori perché mi ha salutato il gruppo dei Mascarimirì (il "cavallo" e il "cavallino" che nitrivano di una contaminazione tra pizzica, tarantella, rai e non so che altro... incubo!).

Dopo, a Dio piacendo, sono arrivati gli Allabua con "'A vigna", traccia minore del loro secondo cd, incisa con la collaborazione di Quintino Sicuro alla ghironda. Subito dopo sono partiti i Cunservamara, gruppo della nuova ondata, non privo di spunti di interesse. Il loro brano era una versione stornellante di "Te sira".

Tornata ad accendere la web radio sono stata accolta da una "Carataranta" del Canzoniere Grecanico Salentino a guida Daniele Durante. Il brano non è un capolavoro ma è inhnegabile la maestria del gruppo.

Ora mi stanno deliziando gli Officina (Zoè ovviamente!) con la loro versione de "lu rusciu de lu mare", tratta dal classicissimo "Terra".

Continuerò per un po' ad ascoltare redigendo un resoconto di una playlist, per consigliarvi a voi comunque di ascoltarla e farle anche delle critiche, costruttive e sentite come a me piacciono.

Continuando si arriva ad un brano de La notte Della Taranta, ossia alla"Pizzicarella" versione Sparagna. La critica che viene istintiva è che mettono troppo prevalentemente cose commerciali ma meglio di niente come divulgazione della pizzica si può accettare.

Il brano sinceramente è una delle peggiori cose che si siano mai fatte, in quanto il signorino Sparagna nei suoi tre anni di conduzione dell'orchestra popolare (idea bruttissima in sé oltretutto!) si è ritenuto in diritto e in dovere, per ridare contemporaneità al folk salentino, di rimusicarlo in tutto e per tutto. Questo a casa mia si chiama essere ladroni! Per me, e fortunatamente non solo, la "Pizzicarella" della "Simpatichina" è più bella e più coinvolgente.

Poi, per quanto riguarda la voce di Alessia Tondo, bambina prodigio della Notte, non ha una voce convincente ma nemmeno un po', e sette anni dopo questa incisione (2004-2011) la sua voce è già rauca e forza molto se canta. Se questo è il futuro del Salento sinceramente meglio restarsene al passato.

Va detto che la batteria, e su questo Sparagna è stato bravo, imita i tamburelli, anche se piuttosto che sentirli imitati da una batteria io li avrei voluti sentire dal vero i tamburelli.

Pur di allungarla allo sfinimento, invece di trovare nuove strofe, cosa che veramente darebbe un futuro a questa musica, la "Pizzicarella" si ricanta identica in tutto e per tutto. Fantasia, novità, innovazione solo a chiacchiere, a fatti stagnazione!

Gli strumenti si stanno dando a una pizzica casinara ma forse coinvolgente per i "tarantolati" (e la smettessero di chiamarsi così!) che stavano nel cortile del convento degli Agostiniani.

Questa stazione ha di bello che alterna brani veloci e brani lenti. Andando avanti si ascolta un brano, probabilmente in dialetto siciliano o brindisino, con un testo bellissimo ma con una musica ed un arrangiamento di questi che vanno di moda ora, in minore, con tre accordi e melodie dove, pur di non calcare e imitare gli anziani, si fadiventare il folk altrodase stesso. Almeno qui non c'è la batteria, si ascolta un gruppo quasi tradizionale. Come spesso succede nei gruppi nuovi, magari si assiste anche ad un dominio buono degli strumenti, qui fanno cose interessanti sia le percussioni che il violino, ma anche alla scarsità delle voci, che invece, secondo quanto affermano quelli che hanno iniziato questo lavoro venti o più anni fa, sono l'elemento più importante della musica popolare salentina, che, non lo scordiamo, era cantata nei campi e non c'erano strumenti se non in cotnate occasioni.

Il brano successivo fa fare un bel salto di qualità, difatti, dal cd "Focu d'amore" del Nuovo Canzoniere Grecanico Salentino a guida Mauro Durante, si ascolta la "Pizzica caddhipulina", molto ben cantata e suonata da tutti.

Il canale comunque è caldamente consigliato, ma ancora un pochino lo seguiamo redigendo un resoconto.

Oltre al repertorio tipico di ogni regione o di ogni zona c'è un repertorio che ormai è diventato una "coinè", ossia uno standard panameridionale. Tra i brani che compongono questo standard, purtroppo, c'è "Brigante se more", brano con testo e musica d'autore (Eugenio Bennato e Carlo D'Angiò) dedicato al brigantaggio, una forma di "leghismo" meridionale, molto più giustificato della secessione della Lega Nord, comunque inutile in un'epoca di globalizzazione selvaggia dove per aver spazio si può solo pensare unitariamente e non separarci.

Si dovrebbe riparare le ingiustizie che da ogni lato si sono perpetrate, si dovrebbe vivere in pace tra di noi, l'Italia è bella perché è ricca di diversità, restare uniti è un dovere!

Comunque questa canzone io non l'ho amata né nella versione originale né, tantomeno, in quelle fatte in tutto il Sud senza conoscere il dialetto napoletano, in una coinè (anche questa insopportabile quanto questo obbligo di scimmiottare i dischi di Bennato di trent'anni fa spacciati per tradizione) dove si mischia napoletano, salentino, siciliano. La stessa traccia continua con "Vulesse addeventare nu brigante", altro brano della "coinè" che io condanno (il Sud, come tutta l'Italia, è bello perché è diverso e vario. Un conto è se tu scegli consapevolmente di fare tutto il Sud, un altro è, come succede ora spessissimo, se per ignoranza di quello che hai a casa tua, lo vai ad arricchire con brani, oltretutto prevedibilissimi, presi da altre regioni senza studiarti niente né gli stili né i dialetti).

Adesso stiamo ascoltando un brano di un gruppo a me sconosciuto (purtroppo qui non so se si sanno gli interpreti ed i titoli delle canzoni, per ora io non so come fare). Il brano è bello solo per la musica, le voci fanno abbastanza pena, ma già ne abbiamo parlato in precedenza,questo è il futuro della musica salentina (preferisco il passato, grazie!).

La critica è sempre quella, quasi solo cose commerciali!

E torniamo al piacevole, arrivano gli Zimbaria (i veri, quelli con Pino "Zimba"!). Dal loro primo disco ("live", 2004) arrivano degli stornelli con strofe riprese dagli Ucci, almeno adesso si canta la vera tradizione salentina.

Adesso fate voi, io ve l'ho detto e comunque sono felice.

giovedì 1 luglio 2010

Attenzione! Attenzione!

Carissimi lettori, ho evitato fino all'ultimo di scrivere, anche perché purtroppo tendo ad avere il grossissimo difetto di tenermi spesso e volentieri ciò che mi rende più felice solo per me.
Ieri sera mi sono avventurata nel web alla ricerca di qualche intervista agli Officina Zoè. Vi giuro che trovare loro esternazioni è come cercare un ago in un pagliaio, insomma quasi impossibile.
Quale è stato il mio stupore quando ne ho trovata una che, oltretutto, era pure recente!
Per chi si volesse lasciar incuriosire da questo segnale che vi lascio, potrebbe andare su www.overgrow-italy.nl/?p=507.
È un'intervista a cinque componenti dell'"Officina" (Lamberto Probo, Cinzia Marzo, Donatello Pisanello e Danilo e Rachele Andrioli), i tre fondatori e i due elementi entrati nel gruppo tra il 2004 ed il 2005 (rimangono fuori i nuovi arrivi Luigi Panico e Giorgio Doveri, ingiustizia!).
Si parla della nascita dell'"Officina", della nascita di "Sangue vivo" e nel suo brano trainante "Don pizzica", è davvero curiosa.
Io ve l'ho segnalato, poi voi fate quello che volete!

Attenzione! Attenzione!

lunedì 26 aprile 2010

Un po' di radio strane

Carissimi lettori, oggi torno da voi per darvi un po' di consigli internauti.
Mi occuperò di alcune radio che trasmettono vari generi di musica di cui si parla spesso in questo blog.
Se volete trovare una bellissima radio di Fado portoghese, tra le varie esistenti a Lisbona, consiglio di provare ad ascoltare "Rádio Amália" che, nata per i dieci anni dalla morte della grande Amália Rodrigues, trasmette una amplissima selezione di Fado antico e moderno. E' particolarmente interessante anche per alcuni programmi dal vivo, specialmente il mercoledì tra le sette e le otto di sera ora italiana, ed il sabato notte tra la mezzanotte e l'una (naturalmente io non l'ho mai ascoltata a quell'ora, ma per i nottambuli c'è il privilegio di ascoltare il "Fado vadio", quello spontaneo, che spessissimo è il vero Fado!). Per ascoltare questo canale andare su www.amalia.fm e cliccare su "Rádio online" dalla homepage del sito.
Gli altri consigli, non abbiate paura, riguardano musica italiana.
Nel foltissimo universo di canali dedicati alla grande canzone napoletana, ve ne segnalo due, particolarmente interessanti per la varietà delle loro proposte. Il primo si chiama "Radio Napoli", ed è un canale che fa capo a "Radio Margherita", una superstation nazionale che trasmette da Palermo, che da trent'anni si dedica, tra le altre cose, alla divulgazione della grande canzone napoletana. Il sito della radio è www.radiomargherita.com, per essere immersi nella grande melodia napoletana basta cliccare sul link liver.mnapoli presente in homepage e, se non hanno problemi d'emissione, cosa che ogni tanto succede, partirete per un viaggio da cui sarà difficilissimo voler tornare.
L'altro canale monografico è "Radio Napoli doc" web radio che, come dice l'intervento parlato che ogni tanto si inframmezza alle canzoni, trasmette solo "la vera musica d'autore napoletana". Per ascoltare la radio basta andare su www.radionapolidoc.it. All'apertura del sito si dovrà cliccare su un ulteriore link che riproduce il nome del sito e, dopo averci cliccato ci si aprirà una videata che ci permetterà di scegliere la qualità di audio da noi preferita. Dopo aver fatto questa scelta ed essere andati sul numero 128, se non ci sono problemi di streaming, che qualche volta impediscono il compimento di questo viaggio, si è pronti per un'avventura veramente meravigliosa.
Voglio infine consigliarvi una radio appena scoperta, che in verità è stata quella che mi ha fatto venire voglia di scrivere questo post. E' una piccolissima radio locale che trasmette dal nord Italia (scusate se non sono specifica ma sul loro sito non dànno informazioni). La radio si dedica alla presentazione di canzoni prevalentemente italiane e provenienti da quel periodo d'oro della musica che sono gli anni Sessanta e Settanta. I brani non sono per niente scontati, anzi si incontrano perle rare come questa "E' vero", proveniente dal Sanremo '60, che stiamo ascoltando dalla voce di Mina. La radio si chiama "Radio ascolta" ed è ascoltabile sul suo sito all'indirizzo www.radioascolta.it. All'apertura del sito lo streaming parte automaticamente, ma, se si vuole, andando all'interno del sito, purtroppo con qualche difficoltà proprio in quella parte fondamentale, si ha un'ampia scelta di programmi con cui ascoltarla.
Oltre alle canzoni vi sono alcuni programmi parlati, dove si affrontano temi scottanti oppure, cosa molto più gradevole almeno per me, si intervistano alcuni cantanti anni Sessanta. Gli intermezzi parlati sono brevissimi, come in teatro si facevano nel Cinquecento. E' veramente una radio curiosa e bellissima.
Sperando di avervi fatto piacere, vi saluto e a presto.
Mi piacerebbe poter sapere di un canale che trasmetta musica popolare salentina, unico genere che non posso mettere se non con i miei cd.
Leccesi cari: ci putiti faciti cu sacciu quarche cosa. Ho ascoltato il programma "Bassa musica" trasmesso dalla radio brindisina "Teleradio San Vito di San Vito dei normanni ma, per motivi che non sto qui ad enumerare, non mi ha convinto. Perché non pensate a creare un canale che permetta a tutti i numerosissimi appassionati di questa musica sparsi in Italia e nel mondo di ascoltarla tramite Internet?
Io l'ho buttata là, pensateci!

sabato 4 aprile 2009

navigando a suon di pizzica

Carissimi lettori, avrete capito che una delle mie più grandi passioni, se non la più grande, è la musica tradizionale salentina. Vorrei parlarvene, ma questa volta consigliandovi un po' di siti Internet da vedere, più che altro alcuni gruppi da dover ascoltare.
Iniziamo subito con http://www.pizzicata.it/, senza dubbio il miglior portale dedicato alla musica di tradizione, soprattutto salentina ma non solo, specie se l'utente vuole essere informato su tutto ciò che in quel mondo succede. Il sito è curato da Carlo Trono, già curatore del sito http://www.aramire.it/, dedicato specificatamente al gruppo degli Aramirè, uno dei più esperti in materia di pizzica e musica popolare.
Continuando posso e devo consigliarvi il sito http://www.vincenzosantoro.it/, dove l'addetto alla cultura dell'ANCI, il salentino Vincenzo Santoro, sfoga tutta la sua passione e mostra la sua cultura riguardante la musica di tradizione, prevalentemente salentina, ma non solo. Nel sito vi sono recensioni, interviste ed approfondimenti.
L'ultimo sito di approfondimento che vi consiglio è quello di Brizio Montinaro, un attore salentino che vive a Roma, il quale si trovò negli anni '70, ad incidere una raccolta di canti popolari, pubblicata in tre dischi, intitolati "Musiche e canti popolari del Salento". Il sito è http://www.briziomontinaro.it/, e tra le altre cose vi si reperiscono alcuni estratti audio, soprattutto del terzo volume della collana, pubblicato direttamente in cd dalle Edizioni Aramirè, a cui va anche il merito di aver ristampato i due vinili della casa discografica Albatros con i primi due volumi.
Iniziamo a parlare ufficialmente di siti propriamente musicali, dove cioè si può venire a contatto con gruppi noti o meno noti che si dedicano a questa bellissima ed antichissima musica.
Voglio consigliarvi intanto il sito, dentro myspace, del gruppo Mara ci ne sente, con sede a Bologna, che reinterpreta in maniera fedele, forse anche troppo, la tradizione salentina. Ve lo consiglio perché lì dentro suona uno dei migliori organettisti di pizzica che mi sia mai stato dato di sentire, il grande Antonio Corsano. Il sito è www.myspace.com/maracinesente
L'organettista Antonio Corsano, di cui abbiamo appena parlato, è stato allievo di Donatello Pisanello, storico organettista degli Officina Zoè, quindi il prossimo gruppo di cui voglio consigliarvi un sito è appunto l'Officina Zoè. Per protesta nei loro confronti, mi fa male dirlo perché li adoro, non consiglierò il loro sito ufficiale, che a noi non vedenti è completamente inaccessibile, ma il loro myspace all'indirizzo www.myspace.com/officinazoe
Veniamo ad un gruppo sicuramente meno noto e più tradizionale, gli Agorà, gruppo nato a Specchia, paesino della punta estrema del Salento. Il gruppo è molto orgoglioso della propria scelta di interpretare solo brani tradizionali, tanto è vero che nella sua denominazione c'è un esplicito "Gruppo di canti antichi". Il loro sito è http://www.agoracantiantichi.net/
Con la stessa filosofia, con repertorio allargato a tutta la Puglia, o meglio alle province di Foggia, Lecce e Brindisi, si presentano i Malicanti, gruppo che, orgogliosamente, ma forse irrealisticamente, impara dagli anziani e li imita. Il loro sito è http://www.malicanti.it/, e vi si può ascoltare una strabiliante versione della pizzica di San Vito dei Normanni.
A proposito di gruppi brindisini voglio consigliarvi un duo, chitarra e mandolino, che non ha un repertorio lmitato al tradizionale italiano, ma lo fa molto bene. Il gruppo si chiama Barbieria, ed è reperibile su myspace, all'indirizzo www.myspace.com/maurosemeraro
Tornando alla zona leccese ma restando sempre in tema di duetti strumentali, per concludere questa lista voglio darvi il sito, sempre dentro myspace, del duo Doi te mazze, di cui in questo stesso blog si è già parlato. L'indirizzo è www.myspace.com/doitemazze
Buona navigata e buon ascolto!