Carissimi lettori, voglio iniziare questo articolo ringraziando tutti coloro che da varie parti mi hanno fatto pervenire apprezzamenti su questo blog, che è solo un mio diletto e niente più.
Oggi, 4 marzo, uno dei più grandi cantautori italiani compie gli anni, quindi ne voglio approfittare per mettere insieme un distillato di sensazioni e ricordi legati alla sua musica. Naturalmente, come molti sapranno, il cantautore in questione è il bolognese Lucio Dalla.
Non so dirvi con esattezza quando ho scoperto la particolarissima voce di questo artista, credo che mi abbia sempre fatto compagnia.
Il primo ricordo di Dalla che riesco a farmi venire in mente è una raccolta, che possediamo sia in cassetta che in lp, dedicata al suo primo periodo. Mi ricordo che, quand'ero piccola, l'unica canzone di quel disco che non potevo sopportare era "Paff bum!", che tutt'ora trovo abbastanza insipida. Voglio anzi ammettere subito che il primo Dalla, quello che va da "1999" (1966) ad "Automobili" (1976) escluso, cosiccome l'ultimissimo, quello che va da "Ciao" (1999) ad "Angoli nel cielo" (2009), non mi riesce ad emozionare per motivi opposti e complementari. Se i primi dieci anni di carriera li trovo spesso avanguardistici ed esagerati (ovviamente non disconosco capolavori come "Piazza grande" o "La casa in riva al mare"!), gli ultimi dieci non mi arrivano perché li sento freddi e senza più voglia di fare (Riconosco la bellezza di brani come "Scusa", "Prima dammi un bacio" o la nuova "Puoi sentirmi").
Un disco di Dalla a cui sono molto legata, anche se non ne saprei esattamente dire l'anno, è il q disc che conteneva "Ciao a te", "Telefonami tra vent'anni", "madonna disperazione" e, soprattutto, la bellissima cover di "Have you got a friend" di Carole King, eseguita dal nostro con il clarinetto, strumento che ancora si diletta a suonare, anche se ora fa troppo il cantante e non suona più in pubblico. Noi questo disco lo abbiamo in vinile, quindi non me lo sento per intero da tempi veramente lontani (una ventina d'anni tutta!). Nonostante ciò mi ricordo benissimo quanto mi piacesse la naturalezza con cui il nostro cantava quei testi, che io sicuramente all'epoca capivo male, ma che comunque mi facevano divertire.
Legata alla mia infanzia, poi, possiamo trovare anche "Fumetto", bel rockettino fatto con una lista allucinante di personaggi di fumetti, che era contenuto in una raccolta intitolata "Cantautori anni d'oro", di cui, insieme a "Canzone scritta sul muro" di Claudio Lolli, ha sempre costituito per me la punta di diamante. La voce di Dalla qui è ancora "nera", ma c'è leggerezza in giusta dose, cosa che manca spesso nel Dalla del primissimo periodo, appunto quello 66-76, e forse predomina esageratamente nell'ultimo.
Altro grandissimo ricordo legato a Dalla è "Banana repubblic", album del 1979 frutto della tournée con Francesco De Gregori. Non mi ha mai convinto la qualità dell'audio del disco, neanche in versione digitale, ma alcuni brani, specialmente le versioni del repertorio di De Gregori, sono meravigliosi. Adoro, soprattutto "Quattro cani", che acquista un ambiente blues anche grazie al brevissimo ma folgorante assolo del sassofono di Dalla, che qui dà una delle sue migliori prove. Meravigliosa è, poi, "Ma come fanno i marinai", brano scherzoso e sfizioso sempre figlio di quelle atmosfere swinganti che si confanno moltissimo al nostro. Non ho mai amato, invece, la reinterpretazione di "Piazza grande" e meno ancora quella di "4 marzo 1943", brani che trovo insostituibili nelle loro versioni storiche da studio, anche se apro un'eccezione per la seconda, dando il privilegio dell'apprezzamento alla versione di "Dallamericaruso". Questo è, infatti, l'altro album fondamentale per quanto riguarda Lucio Dalla, assolutamente forte e perfetto, anche grazie all'insuperabile apporto degli "Stadio".
L'unico mio contatto personale con Lucio Dalla, se si vuole escludere un concerto dei tempi di "Cambio" dove io invece di ascoltare dovetti cantare tutto per sentire qualcosa perché le note arrivavano come un'eco dall'oltretomba, è stato in occasione dell'inaugurazione dell'Accademia del Fado diretta da Marco Poeta e con sede a Camerino. In quell'occasione, incredibile a dirsi, il musicista bolognese ha riacquistato la forza dei suoi tempi migliori, specialmente perché si sentiva che si divertiva nel cantare. L'accompagnamento, naturalmente se si parla di Marco Poeta, è stato acustico, completamente "afadistado", permettendo a Lucio Dalla di improvvisare in maniera completamente nuova su suoi vecchi brani come "Caruso", "Piazza grande", "4 marzo 1943", e non so se altri. Conobbi in quell'occasione Lucio Dalla che si è dimostrato simpatico, rispettoso e gentile, tanto per smentire quel mito dell'artista che, scontrosamente, non si concede al suo pubblico.
Voglio concludere questo articolo su Lucio Dalla con una curiosità legata ad un lp che ha cullato la mia infanzia grazie ad alcuni miei parenti molto legati alla Spagna. Esistono almeno tre versioni meravigliose in lingua spagnola del repertorio del bolognese. I tre brani, intitolati "María", "Oh que será, que será" e "Qué profundo es el mar", si possono trovare nel disco "Amor primero" del cantautore spagnolo Patxi Andión, che conteneva anche una carinissima "Canela pura".
Spero di avervi fatto piacere con questo distillato di istantanee su Dalla, grazie ancora a tutti e a presto!
ad
Visualizzazione post con etichetta Spagna. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Spagna. Mostra tutti i post
giovedì 4 marzo 2010
"Ciao a te" Lucio Dalla
Etichette:
4 marzo,
auguri,
fado,
Lucio Dalla,
Marco Poeta,
Patxi Andion,
Spagna
martedì 23 febbraio 2010
Sulla moderna "poesia per musica.
Carissimi lettori, oggi voglio riflettere sul rapporto tra musica e poesia, che in Italia non c'è, a meno che non si vogliano considerare dei progetti un po' discutibili come quello che da settembre sarà distribuito nelle scuole medie di sei regioni italiane. E' un disco dove alcuni cantanti, inclusi alcuni di "X factor", dànno voce ad alcune di quelle poesie obbligatorie ed obbliganti da studiare a scuola. Durante il Tg 2 delle 13, che ha dedicato un servizio all'iniziativa, si è potuto sentire un pezzettino di "Meriggiare pallido e assorto", cantato da Mario Venuti, e "A Zacinto" cantata da Luisa Rossi, che dice sia stata una delle partecipanti di "X factor" (che non seguo!). I due brani ascoltati, quantomeno i due frammenti, erano molto simili, se non uguali. L'iniziativa forse è lodevole, ma a scuola si potrebbero anche far sentire quei pochi tentativi fatti in Italia, quantomeno il "S'i fosse foco" di Fabrizio de Andrè su testo di Cecco Angiolieri, o il "Ninna nanna nanna ninna", testo di Trilussa, poeta dialettale romano che in alcune antologie sta insieme ai migliori poeti contemporanei in lingua, musicato da Claudio Baglioni.
Molto meglio stanno, per quanto riguarda il rapporto con la poesia, i due paesi della penisola iberica. In Spagna, addirittura, c'è un grandissimo cantautore e chitarrista, chiamato Paco Ibáñez, che dal 1956, non fa altro che musicare tutti i principali poeti di lingua spagnola. Va detto, a quasi totale giustificazione della pigrizia degli autori italiani nell'approcciarsi alla poesia come materiale "per musica", che la nostra lingua, quantomeno il suo approccio più comunemente letterario, è difficile da vestire di note.
Il nostro paese, e qui siamo giganti!, ha dato grandissimi poeti vernacolari, che spesso sono vestiti di stupende note da musicisti di vario genere. Fuori da ogni graduatoria ci sono tutti i grandi napoletani nati tra il XIX ed il XX secolo, da Di Giacomo, a Murolo, ai De Curtis, ai Bovio.
Se questa si può definire poesia "semicolta" o colta, nelle altre regioni del Sud, specialmente in Puglia, sono notevoli poeti come Giuseppe de Dominicis, contemporaneo dei napoletani citati prima, di cui è stato musicato molto repertorio sia da gruppi maggiori che minori (Dalla "Ulia bessu" degli Officina Zoè del "Live in Japan" ai "Martiri d'Otranto" musicati dai Cantacunti).
Una poetessa contemporanea notevolissima, di cui solo gli Officina Zoè che io sappia si sono accorti musicalmente parlando, è la tavianese Daniela Liviello, della quale il gruppo, nel suo ultimo bellissimo cd intitolato "Maledetti guai", interpreta "Spattannu", il miglior brano di tutto il disco.
Naturalmente qui non si sta parlando della poesia scritta da cantori, come i meravigliosi versi del carpinese Antonio Maccarone, scomparso qualche mese fa, ma di poesia non nata per il canto, che però ci è stata più o meno felicemente portata.
In Italia, tra le isole, la Sicilia ha un poeta notevolissimo, che fu stimato dai maggiori intellettuali italiani, da Sciascia, a Quasimodo, a Pasolini, il palermitano Ignazio Buttitta. Il poeta "dalla voce di ferro", è stato una fonte inesauribile di repertorio per tutti i cantastorie, da Otello Profazio, a Rosa Balistreri, da Nonò Salamone a Mauro Geraci.
Come avete visto non ne ho approfittato per tirare "mazzate pesanti", ho solo voluto fare un piccolo confronto tra la situazione dell'Italia e quella della Spagna. Non ho parlato del Portogallo, perché lì, da quando nel 1945 Amália Rodrigues ha cantato dei versi colti su melodie di Fado, si è iniziato a cantare tutti i poeti possibili e non si è smesso più, quindi non avremmo mai finito!
on questo articolo, carissimi letttori, ho solo voluto darvi la possibilità di avvicinarvi in modo diverso a quest'arte che io amo tanto e si chiama poesia.
Molto meglio stanno, per quanto riguarda il rapporto con la poesia, i due paesi della penisola iberica. In Spagna, addirittura, c'è un grandissimo cantautore e chitarrista, chiamato Paco Ibáñez, che dal 1956, non fa altro che musicare tutti i principali poeti di lingua spagnola. Va detto, a quasi totale giustificazione della pigrizia degli autori italiani nell'approcciarsi alla poesia come materiale "per musica", che la nostra lingua, quantomeno il suo approccio più comunemente letterario, è difficile da vestire di note.
Il nostro paese, e qui siamo giganti!, ha dato grandissimi poeti vernacolari, che spesso sono vestiti di stupende note da musicisti di vario genere. Fuori da ogni graduatoria ci sono tutti i grandi napoletani nati tra il XIX ed il XX secolo, da Di Giacomo, a Murolo, ai De Curtis, ai Bovio.
Se questa si può definire poesia "semicolta" o colta, nelle altre regioni del Sud, specialmente in Puglia, sono notevoli poeti come Giuseppe de Dominicis, contemporaneo dei napoletani citati prima, di cui è stato musicato molto repertorio sia da gruppi maggiori che minori (Dalla "Ulia bessu" degli Officina Zoè del "Live in Japan" ai "Martiri d'Otranto" musicati dai Cantacunti).
Una poetessa contemporanea notevolissima, di cui solo gli Officina Zoè che io sappia si sono accorti musicalmente parlando, è la tavianese Daniela Liviello, della quale il gruppo, nel suo ultimo bellissimo cd intitolato "Maledetti guai", interpreta "Spattannu", il miglior brano di tutto il disco.
Naturalmente qui non si sta parlando della poesia scritta da cantori, come i meravigliosi versi del carpinese Antonio Maccarone, scomparso qualche mese fa, ma di poesia non nata per il canto, che però ci è stata più o meno felicemente portata.
In Italia, tra le isole, la Sicilia ha un poeta notevolissimo, che fu stimato dai maggiori intellettuali italiani, da Sciascia, a Quasimodo, a Pasolini, il palermitano Ignazio Buttitta. Il poeta "dalla voce di ferro", è stato una fonte inesauribile di repertorio per tutti i cantastorie, da Otello Profazio, a Rosa Balistreri, da Nonò Salamone a Mauro Geraci.
Come avete visto non ne ho approfittato per tirare "mazzate pesanti", ho solo voluto fare un piccolo confronto tra la situazione dell'Italia e quella della Spagna. Non ho parlato del Portogallo, perché lì, da quando nel 1945 Amália Rodrigues ha cantato dei versi colti su melodie di Fado, si è iniziato a cantare tutti i poeti possibili e non si è smesso più, quindi non avremmo mai finito!
on questo articolo, carissimi letttori, ho solo voluto darvi la possibilità di avvicinarvi in modo diverso a quest'arte che io amo tanto e si chiama poesia.
Etichette:
Cecco Angiolieri,
Claudio Baglioni,
Fabrizio de Andrè,
la musica secondo me,
poesia,
Portogallo,
Spagna,
tg2,
Trilussa
Iscriviti a:
Post (Atom)