domenica 17 gennaio 2010

Commento alla puntata del 17/01/10 di "Canzonenapoletana@rai.it"

Carissimi lettori, ecco il commento all'ultima puntata del ciclo dedicato da "Canzonenapoletana@rai.it" a Michele Galdieri.
Si inizia con un brano intitolato "Nustalgia", interpretato da Miranda Martino e caratterizzato dagli stilemi che connotano la musica melodica italiana all'inizio degli anni Sessanta. Il brano, infatti, è un terzinato, con le solite alternanze di strofe in minore e ritornelli in maggiore. E' uno dei tanti pezzi dove un innamorato supplica la propria amante di non lasciarlo, facendo così svanire la felicità del loro amore.
Torniamo, grazie ad un brano presentato al Festival di Napoli 1958, alle tipiche atmosfere centroamericane che abbiamo visto essere un tappeto musicale molto compatibile con lo stile di Galdieri.
Il testo, che viene messo su una melodia che non era mai stata cantata scritta da Barberis, che era stato già compagno di Galdieri per "Munasterio 'e Santa Chiara", è una dichiarazione d'amore, durante la quale, però, il protagonista insinua il sospetto che la sua innamorata stia semplicemente giocando con lui.
Ed eccoci ad un swing, facente parte di quel corpus di brani di ispirazione napoletana scritti da Galdieri in lingua italiana, intitolato "Quando si dice Napoli". E' un brano che ribadisce, con poesia tenera, gli stereotipi che connotano la città fuori Italia.
L'anno dopo Galdieri si presenta con un cha-cha-cha, condito però da melodie nascoste di mandolini, intitolato "'Sta miss 'nciucio". E' il ritratto di una pettegola, forse come nessuno mai lo ha fatto. La versione che ascoltiamo è di Maria Paris, interprete geniale per ogni brano che sia basato su giochi di parole o allitterazioni di suoni, che riescono quasi a volare aiutati da un timbro gentile.
Ed eccoci ad un bolero alla cubana, interpretato da Flora Gallo, voce più scura e romantica rispetto a quella della Paris. E' uno dei brani in cui un innamorato prega la propria donna di non lasciarlo mai.
Siamo nel 1960 e Michele Galdieri è chiamato a dirigere il Festival di Napoli. Fuori concorso, Giacomo Rondinella presenta questo testo, musicato da Pasquale Frustaci, intitolato "Ce steva 'na vota". E' uno dei brani, abbastanza numerosi in verità, d'omaggio alla storia della canzone napoletana. E' un brano all'antica, con una semplice ritmica a tarantella, che contiene anche un bellissimo intervallo di quarta aumentata.
Si conclude il ciclo su Michele Galdieri, con una tarantelluccia in lingua italiana intitolata "Venite a Napoli". E' interpretata, con bravura assoluta, da Franco Ricci. Anche questa, ancor più della precedente, ha una semplicità magica. Nel brano si parla dell'incanto che ha la città e, io direi, che non si può dare torto all'autore.
Spero che vi sia piaciuto questo ciclo, aspettiamoci il prossimo!

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